Passando dall'Ego al Super Ego. Realizzando un equilibrio
tra avere ed essere. Creando individui con più idee creative e meno pensieri
parassiti.
Alle
soglie del Terzo millennio siamo ancora molto legati agli aspetti personali
della vita.
L'aggettivo che ci interessa di più è il "mio".
Il "mio"
è l'aggettivo possessivo dell'Ego.
Mio fratello, mia madre, mio marito, la mia casa, i miei figli, e tutto
il tempo le energie vengono dedicate a soddisfare "il mio".
Se paragoniamo l'Evoluzione dell'Umanità alle fasi della vita di un
singolo individuo dobbiamo sinceramente riconoscere che siamo piuttosto
bambini. Tante scoperte tecnologiche sono state usate per sopraffare
l'altro in nome della "mia"
patria, della "mia"
ideologia, addirittura in nome della "mia"
religione. Il Terzo Millennio vedrà la crisi dell'Ego, il trionfo dell'Essere,
il passaggio dal "mio"
al "nostro",
in quanto siamo parte del genere umano.
La crisi dell'Industria e del Consumismo è uno dei tanti segni. Gli
interessi dell'Ego hanno creato una forte tensione e uno stress sociale
di cui siamo vittime, poco spazio si è lasciato all'azione disinteressata
e al volontariato. Si è poco coltivato l'interesse al proprio "Sé",
cioè l'interesse per i piani coscienziali più profondi, da dove emergono
le istanze dell'essere, dall'Ego al Super Ego, dai pensieri alle idee
creative. E' fin troppo facile osservare che finché si da spazio solo
all'avere,l'essere giace dimenticato nei piani profondi della Coscienza
da cui preme per farsi strada. Per
esperire l'Essere, la mente si deve rivolgere alla propria fonte, da
cui può attingere energia e gioia, per questo di tanto in tanto si ha
la necessità di passare alla esperienza del mondo interiore la cui natura
essenziale è il Silenzio.
Il pianeta Terra con la sua gravità ci tiene legati alla sua superficie,
ci conferisce un peso, una prima fortissima originaria tendenza della
Mente, verso il proprio Ego, a soddisfare le proprie esigenze personali
per assicurare la continuità.
L'esperienza del consumismo in occidente sta volgendo verso la sua fase
calante e ha lasciato un frustrante senso di angoscia e povertà spirituale.
In questo contesto nasce l'interesse verso tematiche nuove e prende
l'avvio un percorso che vedrà migliaia di giovani attratti verso l'Oriente.
Nel 1960 era in INDIA
a Rishikesh,
nella valle dei saggi in una antica scuola di sanscrito, Mario
Brunetti per partecipare ad un corso durato ininterrottamente
6 mesi in seguito al quale viene abilitato all'insegnamento del Raja
Yoga dal Jagadguru Bagwan
Shankaracharya di Yotir Mat,
detentore di questo insegnamento nel Nord India.
|